Prof. Enzo Pace, Università di Padova.

Le religioni fra fondamentalismi e risveglio dei carismi

 

Secondo Enzo Pace, le più importanti tendenze in atto, che possono essere ricondotte ad un processo storico e sociale di de-secolarizzazione o di post-secolarizzazione, sono: (1) l’espansione delle forme religiose di tipo pentecostale, d’origine protestante, soprattutto in America Latina, nell’Africa sub-sahariana e in alcune aree del Sud Est asiatico; (2) L’indebolimento dei confini simbolici dei grandi sistemi di credenza religiosa (le chiese cattolica, protestante o ortodossa), che produce il divaricarsi dell’appartenenza dalla credenza, e implica una propensione a varcare i confini delle religioni nelle quali si è nati;  (3) Lo sviluppo di forme di neo-sincretismo orizzontali; (4) L’emergere di correnti di tipo neo-fondamentaliste (presenti già oggi in campo protestante evangelico) o neo-integriste (più attive in campo cattolico e ortodosso), che si sforzano di ristabilire certezze e sicurezze.  
Fatta eccezione per l’Europa continentale, il resto del mondo non assiste al declino del cristianesimo. Ci si deve attendere invece, secondo Enzo Pace, un suo progressivo adattamento al cambiamento sociale.

La vitalità religiosa del cristianesimo nel mondo è oggi rappresentata soprattutto dalla fioritura di nuove chiese di tendenza carismatica. Molte di esse possono essere ricondotte alla tradizione protestante e, in particolare, al pentecostalismo. Tuttavia fra le forme storiche del pentecostalismo del XIX secolo e le chiese neo-pentecostali, nate a partire dalla fine degli anni Settanta del secolo XX  lo scarto è notevole. 

Lo scenario futuro, che l’evoluzione in atto in America latina ci mostra, sarà contrassegnato dalla liberalizzazione dell’offerta religiosa, che, un tempo, era monopolizzata dalla chiesa cattolica e, in minima parte, dalle chiese protestanti classiche. Si moltiplicheranno nuovi liberi imprenditori religiosi, capaci di creare nuove chiese, con un’organizzazione flessibile e leggera nell’apparato dogmatico, ma calda e partecipativa nell’offerta dei servizi liturgici, rigida nelle alte gerarchie, ma poco preoccupata del ricambio continuo dei seguaci. I fedeli si metteranno al seguito di chi dimostrerà di possedere poteri straordinari, carismatici, e verranno via via attratti dall’offerta più entusiasmante o rassicurante.  
Alla fine del Ventesimo secolo, il Sud Corea - tradizionalmente influenzato dapprima dallo sciamanesimo e successivamente dal buddismo e dal confucianesimo - conosce, parallelamente allo sviluppo economico, l’espansione senza precedenti del cristianesimo, anche se più nella forma del protestantesimo che del cattolicesimo. La chiesa cattolica ha presentato il suo messaggio religioso come una risposta al bisogno di giustizia sociale, piegando il suo linguaggio teologico alle categorie mentali proprie del popolo coreano, distanziandosi dalla teologia romana e guadagnando una relativa autonomia dalla Chiesa di Roma. Anche il protestantesimo ha conosciuto una straordinaria crescita secondo modelli radicalmente nuovi rispetti a quelli del passato: le grandi chiese pentecostali e le nuove chiese post-protestanti (come la Chiesa che fa proseliti trasformando le partite di calcio in scontri fra le forze dello spirito e quelle del male), moltiplicatesi negli ultimi decenni, mostrano quale sarà la direzione di marcia che il cristianesimo assumerà nel futuro. Esso sarà per un verso una religione non estranea alla culture nazionali e, per un altro, nuova immaginazione nel credere. Considerazioni analoghe, secondo Enzo Pace,  possono essere fatte sia per le chiese cristiane d’Africa che per le altre insediate in Asia. 

Enzo Pace ricorda che l’Europa ha accumulato, lungo il corso della sua storia, una tale quantità di conflitti religiosi da renderla esperta in tema di tolleranza e intolleranza. Fatta eccezione per alcune aree periferiche, sono ormai da tempo metabolizzate le grandi discordie fra cattolicesimo e protestantesimo. La modernità ha finito per rendere omogenei i comportamenti: l’individualizzazione del credere interessa infatti non solo il mondo protestante, ma sempre più anche i Paesi di tradizione cattolica. L’Unione europea dovrà utilizzare il modello della tolleranza reciproca per regolare i rapporti fra le religioni storiche e le nuove che tenderanno a rendersi visibili con l’arrivo e il radicamento di nuovi gruppi di persone provenienti da altre culture e da altri mondi religiosi (islam, hinduismo, buddismo, sikh, culti afro-americani, animismo). Le principali tendenze che secondo Enzo Pace sembrano emergere in Europa sono: (1) l’allargamento dell’offerta di beni religiosi, grazie all’immigrazione; (2) una spinta maggiore all’autonomia del credere e alla combinazione di simboli, pratiche religiose e concezioni del mondo tratti da differenti tradizioni; (3) come reazione, la volontà di difendere le certezze della tradizione religiosa di nascita ricorrendo a forme di pressione nella sfera pubblica; (4) una crescente difficoltà per le chiese e le sette nate cristiane nel  comunicare e rendere attraente il messaggio religioso per una massa crescente d’individui, che non avranno vissuto i processi di trasmissione della fede religiosa come un evento naturale, e nel coinvolgere attivamente nei servizi liturgici e nelle iniziative organizzative i propri fedeli. In tal senso l’Europa continuerà ad essere considerata dalle grandi chiese come una terra di missione, da ri-evangelizzare, giacché diventata post-cristiana. 
Secondo Pace, la concorrenza fra religioni non necessariamente darà luogo a conflitti. Anzi, le chiese e le comunità religiose tenderanno a ricercare una limitata convergenza su temi etici tradizionali (la difesa della famiglia, la lotta contro l’aborto e la salvaguardia della memoria collettiva radicata nella matrice religiosa cristiana) o su problematiche di frontiera, come la bioetica e la manipolazione genetica.

Passando a considerare le chiese ortodosse, che a partire dal 1988-89 hanno ritrovato la libertà, Enzo Pace sottolinea come in Russia, ma anche in Bulgaria, Romania, Ucraina e Moldavia, la chiesa abbiano  riconquistato il ruolo di depositarie della coscienza culturale e nazionale.  Le fratture prodotte durante i regimi comunisti, che storicamente hanno diviso le chiese nazionali, non si sono ricomposte e, probabilmente, non si risaneranno facilmente in un prossimo futuro. La partita che il mondo ortodosso è chiamato a giocare, secondo Pace, sarà un reale rinnovamento che coinvolga la dottrina teologica, la liturgia e, soprattutto, la struttura gerarchica interna, che ancor oggi separa nettamente il clero dai laici. Lo scontro fra innovatori e conservatori attraversa tutte le chiese ortodosse e tenderà a provocare tensioni crescenti nell’avvenire. I punti del conflitto non sono del resto di poco conto: riforme liturgiche che riguardano l’introduzione delle lingue nazionali chiamate a soppiantare l’antica lingua slava che nessuno più comprende, salvo il clero; ammodernamento delle categorie teologiche; apertura al dialogo ecumenico. Enzo Pace prevede che permarrà per lungo tempo ancora la tensione fra il mondo dell’ortodossia e l’Occidente cristiano, che continuerà ad essere visto con sospetto, come fonte di pericoli per l’integrità della fede e per l’identità nazionale dei popoli che nell’ortodossia si riconoscono. 
(sis)

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