Prof. Pietro Rossi, Università di Torino

Introduzione

 

Rispetto al problema di una definizione di religione, Pietro Rossi ha anzitutto segnalato l'esistenza di tendenze riduttive che vanno dall'identificazione della religione con il cattolicesimo, all'identificazione con il cristianesimo, all'identificazione con il monoteismo più o meno perfetto, fino all'identificazione della religione con il culto di divinità: esistono infatti anche religioni senza divinità. Costruzioni arbitrarie appaiono anche i vari tentativi di individuare una linea di sviluppo delle religioni.
Per giungere a definizioni convenzionali più ampie sembra più adeguato, richiamandosi a Durkheim,  ricercarne gli elementi costitutivi. In questo senso le religioni appaiono: (1) insiemi di credenze e (2) di pratiche (3) finalizzate al controllo del comportamento, (4) connesse - a volte - a una specifica organizzazione atta alla loro conservazione e trasmissione. Esse infatti incorporano miti relativi alla creazione o alle origini del mondo morale, che, tendendo a giustificare la presenza del male nel mondo e ad offrire prospettive di redenzione, si legano all’importanza, maggiore o minore, attribuita alle pratiche; le sfere di comportamento sottoposte a maggior controllo appaiono la sfera sessuale e la sfera alimentare. Dal punto di vista dell’organizzazione – laddove essa è presente - si riscontrano gradi diversi di gerarchizzazione e monopolizzazione, che arrivano al caso limite della Chiesa cattolica.  

Il processo di secolarizzazione, che costituisce uno degli aspetti del generale processo di modernizzazione, vede la progressiva trasformazione di tutti questi elementi caratteristici delle religioni. Da un lato, il costituirsi delle moderne scienze come corpi autonomi di credenze, minando la pretesa della religione al monopolio della verità, contribuisce al graduale mutamento di funzione della religione. D’altra parte si assiste ad una progressiva marginalizzazione della pratica religiosa dalle altre pratiche sociali, che da essa si autonomizzano. Il costituirsi dello Stato moderno e con esso del diritto statuale comporta inoltre un’attenuazione del controllo del comportamento esercitato dalla religione sulla società in genere e sui fedeli. Infine, dal punto di vista dell’organizzazione, il pluralismo religioso di cui lo Stato si fa garante sfocia in un “mercato religioso” in cui diverse sette, e culti con debolissima organizzazione, fanno offerte in competizione fra loro. In definitiva si assiste ad un passaggio dalla religione alla religiosità.

Concludendo, Pietro Rossi, interrogandosi sull’irreversibilità o meno del processo di secolarizzazione, ha segnalato la presenza nel mondo contemporaneo di un rifiuto della modernità. Il fondamentalismo, nato negli Stati Uniti circa un secolo fa, si è oggi diffuso pressoché in tutte le religioni monoteistiche. Anche se si configura in maniera diversa - manifestandosi ad esempio in ambito cattolico nella presa di posizione contro le scienze biologiche, o in ambito musulmano con la volontà di riaffermare da un lato la legge sacra come unica forma giuridica e dall’altro le differenze tra uomo e donna - esso rappresenta il tentativo di recuperare alla religione un ruolo centrale.

(sis)