Paolo Comanducci

 Quali minoranze? Quali diritti?
Prospettive di analisi e classificazione

In questa relazione delineo, preliminarmente (§ 2), i tratti fondamentali di due delle molteplici varianti del liberalismo e del comunitarismo, giacché tali filosofie politiche costituiscono lo sfondo della discussione che segue.

Ricostruisco quindi, attraverso un’analisi concettuale, le nozioni di diritti umani e di minoranze (§ 3), mostrando la pluralità di interpretazioni cui tali nozioni sono soggette[1]. Mi soffermo, in particolare, su quattro tipi di diritti umani, che chiamo rispettivamente liberali, sociali, culturali ed ecologici. Individuati poi differenti generi di minoranze, concentro l’attenzione su quelle che chiamo minoranze culturali, suggerendo che la tutela dell’identità culturale di tali minoranze possa anche realizzarsi ascrivendo loro due differenti tipi di diritti culturali, negativi o positivi. Successivamente (§ 4), mostro che tra il riconoscimento e la garanzia dei diritti umani liberali e la tutela e il rispetto dei diritti culturali si danno spesso dei rapporti difficili. In particolare, vi sono alcuni casi di conflitto con i diritti culturali negativi e molti casi di incompatibilità con i diritti culturali positivi. Propongo infine (§ 5) una soluzione del conflitto tra diritti liberali e diritti culturali, argomentando in favore della superiorità dei diritti liberali.


[1] Mi baso su alcuni dei molti, recenti lavori in argomento, ma volutamente prescindo da un’esegesi critica di questi stessi testi. Prendo spunto insomma da quei lavori, ma non pretendo né di darne conto né di criticarli espressamente. Su questa tematica si veda ora L. Prieto Sanchís (coord.), Tolerancia y minorías. Problemas jurídicos y políticos, Ediciones de la Universidad de Castilla - La Mancha, Cuenca, 1996.