Maurizio Mori

Laicitą e scienza.

Secondo Maurizio Mori, la caratteristica fondamentale delle religioni oggi diffuse nel modo occidentale é di essere sistemi di pensiero che ammettono la trascendenza - intesa come qualcosa di soprannaturale, che produce un senso di mistero -  e alla dimensione di mistero legano le norme che scandiscono la vita pubblica.

La scienza, intesa come metodo scientifico, comportando una radicale erosione della misterisitą del mondo, va nella direzione di una eliminazione della religione. E a questo disincanto del mondo indotto dal metodo scientifico, oggi le religioni cercano di replicare con l'ecumenismo, sorvolando sulle varie divergenze di carattere dogmatico un tempo causa di conflitto.

Vi é un rapporto stretto  - secondo Maurizio Mori - tra scienza e laicitą: il metodo scientifico produce laicitą, essendo la laicitą quel processo per cui si ragiona etsi deus non daretur, e per cui la religione diventa un fatto privato, che non  ha pił una dimensione pubblica.

Maurizio Mori ritiene che quello indotto dalla scienza sia un processo  epocale, che si realizza in modo non immediato, ma lento, un processo che  non é lineare, che presenta momenti di stallo e ritorni, non tali tuttavia da far accettare la tesi che sia in atto un processo di reincantamento del mondo.

Secondo Maurizio Mori va rivalutata la dimensione culturale della scienza, che - come gią affermava John Dewey - contribuisce alla democrazia.

Rispondendo all'accusa di relativismo assoluto che viene oggi da varie parti lanciata nei confronti della laicitą, Maurizio Mori ha argomentato, sostenendo da un lato che l'espessione  'assolutamente relativo' é priva di senso, dall'altro che il relativismo non comporta la distruzione di ogni etica, ma l'istaurazione di una nuova etica, non pił assolutista e dogmatica, una nuova etica migliore delle precedenti, in  quanto si lega all'autorealizzazione e alla qualitą della vita degli individui e tiene conto del mutamento delle circostanze, introdotto dalla scienza.

(sis)