Giuseppe Ugo Rescigno

Costituzioni e principio di laicità

Giuseppe Ugo Rescigno, dopo aver notato che i principi scritti nelle costituzioni, ricevono un nome che li designa, ma non - proprio in quanto principi -  una definizione, ha sostenuto che, a maggior ragione, non possono avere una definizione normativamente imposta i principi non scritti, come quello di laicità per la costituzione italiana .
Nonostante il principio di laicità sia uno tra i più controversi e incerti, esso ha un nocciolo sufficientemente certo e condiviso, che consiste nell'affermazione che non esiste e non deve esistere una religione di Stato, e che hanno diritto di vivere in condizioni di eguaglianza tra di loro e senza impedimenti da parte di chicchessia tutte le confessioni religiose; che ogni persona può aderire alla confessione religiosa che sceglie, può liberamente cambiare credo religioso, può cercare di creare una nuova confessione religiosa, può dichiararsi e vivere come ateo o agnostico, o più semplicemente ignorare del tutto il problema, senza essere costretto a prendere posizione in qualsiasi direzione. Richiamando la distinzione tra libertà negativa e libertà positiva, ha notato che, in questo senso, la libertà religiosa è una classica libertà negativa.
Ha poi argomentato a favore della tesi secondo la quale la libertà religiosa, per quanto riguarda l'aspetto di libertà negativa, non ha giuridicamente alcuna ragione per essere distinta dalle libertà non religiose, nel senso che, se nelle costituzioni scomparissero tutti i riferimenti alla libertà religiosa, ma rimassero le garanzie di tutte le altre tradizionali libertà moderne, la libertà religiosa sarebbe egualmente tutelata, come libertà negativa, perché totalmente ricompresa in tali altre libertà.
Secondo Rescigno, la libertà religiosa è prevista separatamente dalle altre libertà proprio per consentire differenze di libertà (sia in negativo sia ancor di più in positivo) tra confessione e confessione religiosa, e tra tutte le confessioni religiose da un lato, e l’ateismo e l’agnosticismo dall’altro. In questo senso - a suo parere - il laicismo esiste in quanto esiste la libertà religiosa distinta da altre libertà, laddove, se non esistesse nel diritto tale specifica libertà religiosa distinta dalle altre libertà che concettualmente la ricomprendono, anche il laicismo scomparirebbe, perché pienamente ricompreso dal pluralismo e dalla democrazia, senza bisogno di una nozione e di un parola distinta.
La ragione più profonda per mantenere la libertà religiosa separata da quella generale che la ricomprende sta proprio - secondo Rescigno - nella tendenza di tutte le confessioni religiose, ed in particolare di quelle più forti, a chiedere ed ottenere una protezione privilegiata da parte dello Stato; in queste condizioni il laicismo, o il principio di laicità, diventa l'arma necessaria per contenere questa tendenza, con risultati variabili che dipendono dalla composizione delle forze in campo; si spiega in tal modo perché è impossibile definire il laicismo, in quanto la risultante sempre variabile del compromesso tra forze divergenti.

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Documentazione suggerita:

La laicità crocifissa? - Il nodo costituzionale dei simboli religiosi nei luoghi pubblici, a cura di Bin R., Brunelli G., Pugiotto A., Veronesi P., Giappichelli, 2004

www.unife.it/amicuscuriae

http://www.associazionedeicostituzionalisti.it/