Prof. Stefano Allievi, Università di Padova

 

 

 

 

Il fondamentalismo e le tre grandi religioni monoteiste. L'islam.

 

Oggetto della relazione del Prof. Stefano Allievi (Università di Padova) è stato l’islam. Nell’inconscio collettivo il fondamentalismo e l’oppressione della donna sono aspetti intrinseci all’islam, come se uno implicasse necessariamente l’altro. Il fondamentalismo – che di per sé richiama alle fondamenta, un termine non negativo – porta con sé l’eco di estremismo, maschilismo, fanatismo, irrazionalismo. Leggere l’Islam esclusivamente attraverso questa lente, avverte Allievi, si traduce in una strategia interpretativa dannosa non solo al mondo musulmano, ma anche a quello occidentale dove ad oggi l’Islam è la seconda presenza religiosa dopo il cristianesimo. È importante, di conseguenza, capirla nel suo complesso, senza limitarsi a fare di un aspetto il tutto. L’islam va visto in un’ottica storicizzata, a seconda delle epoche: contiene in sé un’idea progressista, non legata al passato, ma volta al futuro. Differentemente dall’immaginario generale, non nega la modernità ma, al contrario, intende averci a che fare.
Anche all’interno di questo movimento religioso, politico e di idee, d’altro canto, esiste una posizione islamica radicale che si riconosce nel fondamentalismo. Tra le forme di fondamentalismo presenti nell’islam, se ne possono evidenziare tre principali. 1) I Fratelli Musulmani, nati negli anni Trenta, intendono conquistare il potere portando avanti un processo di islamizzazione dal basso, volto a coscientizzare le persone. Viene praticata una diffusione capillare di idee a livello popolare: in molti fanno diverse ore di cammino per andare ad ascoltare la voce dei predicatori contro la corruzione e nasce, perfino, un commercio di audiocassette in tema. 2) Il fondamentalismo di stato dove l’arrivo al potere non ha avuto una grande riuscita: ne sono esempio, in Iran, gli Sciiti e in Arabia Saudita i Sunniti. 3) Il nuovo radicalismo islamico transnazionale, rappresentato da al Qa`ida e dalla Jihad: in questa posizione non vi è un interesse a coscientizzare le persone, non si spendono energie per la elaborazione di un progetto, quanto per la definizione del nemico. È un movimento transnazionale vale a dire non legato ad alcuna sovranità, staccato da qualsiasi progetto che abbia un legame geopolitico. Il consenso ottenuto può essere spiegato sulla base del forte colpo inferto agli USA e sull’odio per Israele. 

(benfa)