Prof. Renzo Guolo, Università di Torino

 

 

Il fondamentalismo e le tre grandi religioni monoteiste. L’ebraismo.

Le posizioni fondamentaliste all’interno dell’ebraismo sono state affrontate dal Prof. Renzo Guolo (Università di Torino). Questione centrale in questo ambito è quella della terra - intesa come idea metafisica, luogo in cui le grandi comunità si stringeranno intorno al loro maestro nel rispetto della pratica dei loro precetti. Il sionismo, quale movimento volto alla ricostruzione dello stato di Israele, ha costituito terreno di divisione tra le diverse posizioni fondamentaliste.
Da parte loro, gli ultraortodossi o haredin (“coloro che tremano davanti alla parola di Dio”) sono contrari a questo ritorno perché viola i Tre giuramenti fatti promettere da Dio al popolo ebraico: 1) non usare la forza per entrare in Israele; 2) avere fiducia nella giustizia divina; 3) non precipitare la fine dei tempi. Dopo la Shoah, questa posizione radicale viene, in parte, rivista: se molti haredin vanno in USA, altri guardano alla sicurezza di una patria e si recano in Israele. Con questo, però, non riconoscono allo stato di Israele legittimazione religiosa, ma lo accettano solo perché permette la riproduzione del loro sistema comunitario – ad esempio, negoziano un sistema di istruzione privato e ottengono l’esenzione dal servizio militare. Nascono partiti politici ultraortodossi, che dal 1977 in poi fanno parte di tutti i governi, in quanto necessari al costituirsi di qualunque maggioranza.
Una posizione contrapposta è rappresentata dal sionismo religioso che vede nella costruzione di Israele elemento decisivo per la Redenzione, in quanto permette di riunire il popolo in attesa del Messia. Dalla corrente sionista religiosa radicale, che non ammette negoziazioni sulla cessione dei Territori, nascerà poi il movimento del “Blocco dei fedeli” che considera un obbligo religioso il possesso dell’intera terra di Israele. Questo movimento si legittima istituzionalmente nel 1977 con l’arrivo della destra nazionalista al potere. Quando, nel 1992, salgono al potere i laburisti, le frange radicali del movimento nazionalreligioso non accettano l’intesa con l’OLP di Arafat e la conseguente restituzione di parte dei Territori ai palestinesi. Fino ad arrivare al gesto estremo di un militante nazionalreligioso che nel 1995 uccide Rabin, accusato di aver venduto il suo popolo e interrotto la Redenzione. 

(benfa)