Prof. Paolo Naso, Università di Roma La Sapienza
 

 

Origine e sviluppi del fondamentalismo evangelico nordamericano.

Il Prof. Paolo Naso (Università di Roma La Sapienza) ha analizzato il protestantesimo sottolineando, in primo luogo, come il termine fondamentalismo derivi dalla teologia protestante nordamericana di fine Ottocento, all’interno della quale un gruppo di teologi evangelici definisce i principi fondamentali della chiesta cristiana. D’altronde, la nascita della stessa America avviene sull’onda religiosa, rintracciabile, ad esempio, nel giuramento alla bandiera, obbligatorio nelle scuole americane, che termina con “una nazione al cospetto di Dio”. A fine Ottocento, nelle chiese protestanti americane, si diffonde una teologia liberale, volta a ragionare con il mondo scientifico, relativizzando il senso della propria identità. Nello stesso tempo, si può individuare il primo grande ciclo del fondamentalismo - “ciclo dell’innocenza”- con la nascita di una scuola teologica per la quale la Bibbia è ispirata da Dio e non può sbagliare. Se queste posizioni iniziali non si interessano alla politica, presto le cose cambiano e si iniziano ad introdurre legislazioni che vietano l’insegnamento dell’evoluzionismo darwiniano.
Intorno al 1970, le grandi istituzioni ecclesiastiche entrano in crisi, mentre prendono spazio i telepredicatori. Sulla stessa linea, nel decennio successivo, quando al potere è Reagan, si sviluppano movimenti, come la Moral Majority, volti a ritrovare l’America di un tempo: partono le campagne contro l’aborto e per l’introduzione dell’obbligo di preghiera nelle scuole. In seguito altri movimenti, come la Christian Coalition, optano per un processo di cristianizzazione dal basso: promuovono, tra l’altro, il divieto dell’insegnamento delle tesi evoluzionistiche, la creazione di “negozi cristiani”, la riaffermazione dei valori cristiani alla base della società. Se Bush “senior” non dà troppo peso a queste voci, George W. Bush apre il secondo ciclo del fondamentalismo con la fase dell’”agenda domestica”: la famiglia, con la lotta all’aborto, sta al centro del discorso politico.
Dopo l’11 settembre 2001, si apre il terzo ciclo fondamentalista: oggi in USA si nomina sempre più l’apocalisse e si diffondono le  tesi dei “dispensazionalisti” che suddividono la storia in una serie di epoche, l’ultima delle quali sarà l’avvento del Regno di Dio. La guerra non è più contro un nemico, ma contro il male (una categoria non politica ma metafisica, teologica). Ne sono testimonianza gli stessi discorsi di Bush, dove il termine “male” è oltremodo ricorrente: la guerra contro il male, Bin Laden è il male, gli Usa lottano contro il male.
Di fronte a queste derive, Naso rileva però come l’alternativa non sia tra democrazia e teocrazia (questa resta una provocazione, non un’ipotesi realistica) ma tra buona democrazia e cattiva democrazia, ovvero con accenti troppo teocratici. 

(benfa)