L'ABITAZIONE

La prima forma di abitazione diffusa in Italia e in Grecia è la capanna, inizialmente a pianta circolare, in seguito a pianta ovale ed infine quadrata. La capanna era circondata da un muro di pietre. E' dalla capanna che, con il cambiamento dei metodi e dei materiali di lavoro, si giungerà alla domus.

LA DOMUS

La domus, abitazione dei ricchi, era quasi sempre a un solo piano.
La sua prima parte era il VESTIBULO, aperto sulla strada; la seconda parte, più interna, era chiamata FAUCES (imboccatura della casa).
Lungo il vestibulo nelle case più ricche si potevano trovare statue e portici.
Oltre all'entrata principale della domus, ne esisteva una di servizio, chiamata POSTICUM, che si affacciava su di un vicolo, da dove passavano gli schiavi, ma anche di nascosto il padrone di casa, quando non voleva essere disturbato.

Un elemento caratteristico delle prime domus era l'atrio, un ampio cortile, che in età antica era l'ambiente più importante della casa. In esso infatti era collocato il focolare domestico e qui il padre di famiglia amministrava il suo potere.
Con l'ampliamento della casa, la vita familiare si sposterà verso ambienti più interni.
Al centro dell'atrio si trovava L'IMPLUVIO. Esso era collegato a una cisterna che era utilizzata per tutti i lavori domestici. Col passare del tempo esso diventerà un elemento decorativo.
Nelle prime domus i pasti si consumavano nel TABLINO o in un locale chiamato CENACOLO; per entrare in questi ambienti non c'era una porta, ma una tenda.

Dal 3° sec nella domus viene introdotto il peristilio, un giardino circondato da un portico a due piani sostenuto da colonne. Nel giardino erano collocate statue e opere d'arte.
Nell'Italia settentrionale, però, spesso la domus, a causa del clima, non è così aperta verso l'esterno: mancavano infatti il portico e il peristilio.
Vicino al peristilio erano situate alcune stanze; tra queste la più conosciuta è il triclinio, che serviva unicamente come sala da pranzo.

1.vestibulo
2.fauces
3.atrio
4.cubicula
5.triclinio
6.tablino
7.studio
8.peristilio
9.cubicula
10.studio

La cucina non si trovava in un luogo preciso della domus; essa si trovava nei sottoscala o in un angolo dell'atrio. Il pavimento della cucina era sempre di terra battuta.
Un tempo il bagno era soltanto un piccolo ambiente chiamato LATRINA o LAVATRINA. Successivamente, verso la metà del 3° secolo, si costruì un'apposita stanza chiamata BALNEUM, che significa bagno.
Nelle case più antiche la porta era rettangolare ed era preceduta da uno scalino; sopra ad essa era situato un architrave di pietra. Con il passare del tempo la porta divenne più elegante e si arricchì di capitelli (le parti superiori della colonna su cui posa l'architrave).
La porta interna aveva in alto un ampio architrave e veniva chiusa con catenacci, serrature e sbarre.
Le finestre rivolte verso l'esterno erano poche e piccole, per evitare che entrassero in casa i rumori e gli odori della strada, erano irregolari e non avevano una cornice esterna.

L' INSULA

La crescita della popolazione portò a tipi di abitazione che si sviluppavano in altezza, le insulae, chiamate anche caseggiati, che erano le case dei poveri.
Il caseggiato, a pianta quadrangolare, conteneva un giardino o un cortile. Gli appartamenti si affacciavano sull'esterno con finestre senza vetri e balconi. Nella facciata si aprivano varie botteghe.


Ricostruzione di insula

Il piano terra era occupato da inquilini benestanti e talvolta dal proprietario dell'insula.
Le condizioni di vita degli inquilini non erano buone; infatti lo spazio era limitato e i mobili erano pochi: un tavolo, qualche panca, qualche sgabello; in genere si dormiva sul pavimento o su letti coperti da pagliericci.
I gabinetti privati erano un lusso; chi non ne disponeva usava un vaso da notte.
Negli appartamenti non esistevano camini, quindi per riscaldarsi o cucinare si faceva il fuoco con il braciere.
In inverno il costo dell'olio per le lucerne era molto alto, perciò si doveva scegliere se stare al freddo o al buio.

I MOSAICI

Nelle domus, per costruire il pavimento, spesso erano utilizzati mosaici, che duravano a lungo e rappresentavano scene di caccia, pesca, oppure motivi geometrici.
La maggior parte dei mosaici erano in bianco e nero ed avevano una decorazione geometrica.

Anche a Brescia, come in altre città dell'Italia settentrionale, sono trovati ritrovati molti mosaici. Un esempio di pavimento con decorazione geometrica, che appartiene ad una domus del 1° secolo d.C,.è in via Veronica Gambara, sotto l'edificio dell'Istituto Veronica Gambara.

COME SI COSTRUISCE UN MOSAICO.

Si prepara una base e sopra si mettono vari materiali, in modo da formare alcuni strati: assi di legno, paglia, sassi e argilla.
Si segnano nell'intonaco i contorni e le linee principali del disegno da riprodurre a mosaico e si inseriscono le tessere al loro posto, nello strato ancora molle.

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