Prof. Eugenio Lecaldano, Direttore del Master in etica pratica e bioetica
 

La bioetica e le questioni di fine vita

Eugenio Lecaldano ha sostenuto che le condizioni usuali di morire nelle nostre società non permettono più di usare come criterio normativo da privilegiare e fare valere in modo assolutistico quello di una presunta morte naturale, né di fare riferimento ad una definizione ontologica di morte.
In una situazione nella quale è chiaro che le condizioni di morire sono sempre più medicalizzate e sempre più influenzate dalle cure di cui disponiamo nella nostra vita, non ha senso sostenere una concezione della non disponibilità della morte da parte di chi sta morendo, pretendendo che essa debba essere integralmente affidata alla volontà dell'Autore della natura. E' invece necessario che si giunga ad elaborare una compiuta etica della fine della vita.
Secondo Lecaldano la posizione etica più adeguata è oggi quella secondo la quale la fine della vita di una persona è in primo luogo un processo disponibile per la persona stessa che sta morendo. In questa prospettiva la funzione centrale dell'intervento dello Stato dovrebbe essere quella di garantire la libertà delle diverse concezioni morali (e il diritto delle cittadine e dei cittadini di vivere secondo esse quando ciò non reca danno agli altri) e non già imporre una di queste concezioni anche contro la volontà di una parte di coloro che dovrebbero essere rappresentati da un Parlamento democratico. (sis)