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La prima Banca dati in linea dell'Arifs
nella segnalazione di un quotidiano
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22 marzo 1987
Aristotele col computer
Si può mettere daccordo linformatica con la filosofia? Se sì, vuol dire che gli onnivori computer hanno fagocitato l'intelligenza speculativa oppure che questultima si è preso la sua bella rivincita a dispetto dei tempi? Forse la verità è che dal connubio può nascere un nuovo modo di accostarsi alla filosofia con possibilità imprevedibili, oltre che per un esiguo gruppo di studiosi, anche per la folta schiera di insegnanti e studenti.
L'idea è venuta a Giancarlo Conti, insegnante dell'Arnaldo nonché presidente dell'Arif, l'associazione per la ricerca e l'insegnamento della filosofia che ha sede in città In via Tosto. Contando sulla collaborazione di Silvia Sandrini, insegnante dell'istituto magistrale « Gambara» , e di Paolo Lazzarini, professore di matematica, esperto di informatica, ha messo a punto, in via sperimentale, un sistema per elaborare una « telerivista» di filosofia.
Cosa vuol dire? Grazie all'apporto del professor Lazzarini è stata creata una banca di Informazioni di carattere filosofico, facilmente consultabile con un personal computer collegato via telefono. Basta comporre il numero e poi scegliere tra il menù della telerivista.
La novità consiste principalmente nel fatto che non soltanto si può accedere alla lettura ma, attraverso opportuni codici, si possono fare inserimenti di elaborati personali. Così insegnanti e studenti possono, se autorizzati a farlo, inviare resoconti di conferenze o convegni su Aristotele, Platone, Kant o qualsiasi altro filosofo, oltre che richiedere Informazioni dello stesso tipo.
Nel presentare ieri l'originale iniziativa che pare non abbia precedenti, Giancarlo Conti ha mostrato come funziona il collegamento tra il personal computer dell'Arif e la banca datt. Un sistema semplice al quale sono certamente Interessati gli studenti e gli Insegnanti. Il problema è di poter disporre dell'apparecchiatura e si sa come le nostre scuole non stanno particolarmente dotate in materia.
L'Arif attraverso un questionario si propone di avere presto a disposizione indicazioni sugli Istituti In cui si Insegna la filosofia e sugli elaboratori di cui dispongono. P un passo essenziale ma soltanto preliminare. Il nodo da sciogliere sarà quello del - mezzo per dare un futuro al progettò, per ora destinato all'area lombarda.
Il secondo convegno di aggiornamento degli Insegnanti che l'Arif ha organizzato per martedì prossimo a Milano potrebbe essere l'occasione propizia per attirare l'attenzione del mondo della scuola e, perché no, di qualche ente pubblico, Non è In gioco soltanto la possibilità di sfogliare una rivista sul video Invece che attraverso la carta stampata ma - lo si diceva all'inizio un modo nuovo di accostarsi alla filosofia.
L'archivio del computer può diventare una biblioteca fornitissima cui il liceale può attingere, stando a casa, attraverso il personale. Lo studente che prepara una tesi sarebbe in grado di avere sotto mano una bibliografia la completa senza bisogno di faticose e spesso improduttive ricerche.
L'insegnante avrebbe opportunità di spunti e di note sintetiche per corredare una lezione oppure per stimolare un'indagine del suoi allievi. Insomma, ti campo di applicazione potrebbe essere quanto mai vasto e con effetti quanto mai benefici per una - antica. materia venuta a contatto con Il simbolo stesso della modernità. « Siamo ancora in fase di sperimentazione - ha tenuto a sottolineare il professor Conti - e per il momento il nostro obiettivo è di mettere a disposizione la telerivista e la banca dati per quatto ore al giorno, dalle 9 alle 13, dal prossimo aprile. Ma contiamo di arrivare a coprire tutto l'arco delle 24 ore dal prossimo anno scolastico» .
Il piatto forte dovrebbe essere larchivio-biblioteca elaborato con la collaborazione del comitato scientifico dell'Arif, composto da nove nomi famosi: Franco Alessio, Norberto Bobbio, Remo Bodei, Mario Dal Pra, Fulvio Papi, Pietro Rossi, Gennaro Sasso, Salvatore Veca e Carlo Augusto Viano. Verrà il giorno che gli, studenti bresciani (e non soltanto loro) potranno studiare filosofia con il computer? Le premesse ci sono e a ben vedere un pensierino si potrebbe fare anche per le altre materie.
Gianni Pezzotti