L'organizzazione dello spazio urbano

Le città romane erano circondate dalle mura, che avevano uno scopo difensivo.
Il terreno all'interno delle mura veniva diviso. C'erano due vie principali, perpendicolari tra loro, il cardo e il decumanus.
Anche le altre strade venivano costruite secondo un sistema a maglia ortogonale, cioè erano parallele alle principali e questo dava alla città l'aspetto di una scacchiera.
Nel punto d'incontro tra il cardo e il decumanus si trovava il Foro, la piazza più importante della città. Ogni città romana possedeva un Foro.
Il Foro inizialmente era usato come luogo di mercato, ma poi divenne il nucleo dell'attività cittadina. Affari, processi, elezioni, cerimonie civili e religiose si svolgevano al suo interno. Lungo i lati maggiori del Foro sorgevano le botteghe di legno (tabernae).
In occasione di feste religiose e cerimonie funebri il mercato diveniva una sorta di stadio; gli spettatori seguivano giochi e gare sportive dai tetti delle botteghe, adibiti a tribune.
Ogni magistrato aveva la sua tribuna nel Foro e nei giorni di mal tempo queste venivano trasferite nelle basiliche. Le basiliche romane non erano edifici religiosi, ma ospitavano generalmente tribunali o attività commerciali.
All'interno del Foro si trovavano anche i templi, che non avevano solo scopi religiosi, ma venivano utilizzati anche come luoghi di riunione.

Brescia

Anche Brescia fu una città romana. Il suo nome era Brixia.
Brescia nacque sul colle Cidneo come insediamento ligure. La ricchezza e la varietà delle risorse naturali, permettono a Brescia di inserirsi nelle correnti commerciali che attraversano la pianura padana. Tra il IV e il III secolo a.C., Brescia si trova a vivere un momento di crisi. Successivamente diventa il più importante centro dei Galli Cenomani.

Con l'imperatore Augusto, riceve il titolo di colonia dell'Impero Romano.
Di conseguenza, ricevette un organico assetto urbano: furono innalzate le mura intorno alle città, fu creato un impianto viario a maglia ortogonale con edifici pubblici e privati. In età augustea si sistema l'area del Castello con edifici a pianta rettangolare allungata e si edificano delle domus.
Le strade principali della rete viaria cittadina sono il cardo e il decumanus.

 

 

Il decumanus maximus entra in città dalla Porta Bruciata, passa ai piedi del Capitolium ed esce dalla Porta di Sant'Andrea in direzione Verona.
Il cardo maximus parte da piazza del Foro e conduce verso Cremona.

Il cuore di Brescia in epoca Flavia è rappresentato dal complesso politico-religioso attorno al Foro, di cui l'edificio più importante è il Capitolium.
Il tempio fu eretto sotto l'imperatore Vespasiano nel 73 d.C. circa, come si legge dall'iscrizione sul timpano, e distrutto durante le invasioni barbariche. Il Capitolium chiude l'estremità settentrionale del Foro, e a destra del tempio troviamo il teatro.

Brescia, Piazza del Foro oggi

Il Foro di Brixia

Dal decumanus maximus, mediante una scalinata, si accedeva al Foro, che era più in basso rispetto alla strada.
Lungo i lati del Foro c'erano i portici con le botteghe più importanti.

Brescia, Piazza del Foro.
Resti di portici laterali e
di botteghe

 

Dietro le botteghe del lato occidentale furono costruite le terme, frequentate da chi non aveva un bagno o da chi voleva passare un po' di tempo in compagnia.
A sud il Foro era chiuso dalla Basilica, costruita, pare, in epoca augustea e ristrutturata sotto i Flavi.
Oggi i resti di questo edificio sono visibili sui muri di alcune vecchie case.

 

Nel IV secolo d.C. a Brescia assistiamo a diverse trasformazioni. Sono stati trovati muri e soffitti crollati, focolari posti sui mosaici, buche nei pavimenti per l'infissione dei pali. Il centro della città in questo periodo si sposta verso ovest. La presenza dei Goti diede vita ad una nuova fase edilizia. Si sentì la necessità di dotare la città di più adeguate strutture difensive e religiose. Infatti, ci fu l'ampliamento delle mura augustee e la costruzione di cattedrali e luoghi di culto sul colle Cidneo. Fu costruito un porto fluviale a sud-est della città e un edificio termale all'esterno delle mura occidentali.
Con l'arrivo dei Longobardi le abitazioni venivano costruite utilizzando i resti delle domus romane. Furono trovati materiali che segnalano la pratica di nuove attività artigianali: fusione dei metalli, tessitura, lavorazione di osso e cuoio, produzione di ceramiche. Diminuirono gli spazi abitati dentro le mura e alcune aree a sud del decumanus maximus vennero utilizzate per orto e pascolo.

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