IL TEMPIO

Il tempio è l'edificio destinato al culto religioso, contenente l'altare, i simulacri delle divinità, gli arredi sacri e gli oggetti necessari alla celebrazione dei riti .
Si può affermare che è il corrispondente delle nostre Chiese, un luogo dove i romani adoravano i loro Dei , li ringraziavano o chiedevano loro dei favori.

RITI, PREGHIERE E SACRIFICI

Nel tempio si eseguivano riti, preghiere e sacrifici.
Erano affidati ai sacerdoti, perché i fedeli non potevano mai entrare nel tempio, a differenza di ciò che facciamo noi nelle nostre Chiese.
I riti possono essere prevalentemente di passaggio o di partecipazione.I riti di passaggio sono quelli che riguardano la vita privata dei cittadini, e si celebravano in occasione di nascite, matrimoni, funerali ecc. I riti di partecipazione sono quelli che mettono in contatto la persona o la comunità con le potenze superiori, le divinità.
Alla base d'ogni cerimonia di culto c'erano le preghiere e i sacrifici.
La preghiera, secondo il rituale romano, aveva un valore sacro-magico; le parole che la costituivano non potevano essere cambiate per nessuna ragione.
Nel caso di formule di preghiera pubbliche era il sacerdote a recitare le formule davanti a tutta la comunità; nel caso di culto privato invece se ne occupava il padre di famiglia.

Gli oggetti utilizzati nei sacrifici erano dei coltelli per l'uccisione di bovini e suini, martelli e asce per l'uccisione dei tori .
La vittima, inghirlandata, veniva trascinata all'altare e, poco prima che si consumasse il sacrificio, era cosparsa di varie sostanze: tritello di farro e sale, vino, latte e miele e veniva acceso il fuoco con della legna che appartenesse all'albero sacro al Dio al quale era rivolto il sacrificio.
Seguiva l'uccisione della vittima.
Il sangue dell'animale sacrificato veniva raccolto e cosparso sull'altare, il fegato veniva esaminato per vedere se il sacrificio era stato favorevole allo scopo; in caso contrario doveva essere ripetuto con un'altra vittima.
La carne dell'animale veniva consumata nel banchetto, al quale prendevano parte tutti quelli che avevano partecipato al sacrificio.

GLI DEI

Fin dalle origini, i romani venerarono molti dei , che erano concepiti come forze della natura.
In sostanza, il rapporto uomo-Dio era vissuto come uno scambio di favori.
Questi sono gli Dei più importanti per i romani; i primi tre compongono la triade capitolina, alla quale è dedicato anche il tempio capitolino di Brescia.

GIOVE: Per i romani è il Dio del cielo, della luce, del fulmine. Come lo Zeus greco è il principe degli Dei, il Dio sovrano, e ha moltissime funzioni.

GIUNONE: Antica divinità italica, era protettrice della donna, della vita coniugale, dei parti. Per questo i romani la identificarono con l' Era dei greci, unendola a Giove come moglie. Pare che il culto di Giunone fosse secondario, ma nonostante questo le fu dedicato un grande tempio a Lanuvio.

MINERVA: Dea dei romani, probabilmente di origine etrusca. Fu da principio soltanto patrona degli artigiani. Minerva ebbe un santuario sull'Aventino ed un culto che divenne sempre più importante. Con l'andare del tempo, Minerva divenne patrona di tutte le più elevate manifestazioni dell'intellettualità.

VESTA Dea della casa, del focolare domestico, e della patria. Il culto di Vesta consisteva principalmente nel conservare perennemente acceso il fuoco sacro alla Dea. Molte medaglie rappresentano Vesta nel suo tempio (Opertum) nel quale non poteva entrare alcun uomo. Questo era rotondo, mentre tutti gli altri edifici di destinazione e di importanza uguali erano quadrati.

 

IL TEMPIO CAPITOLINO DI BRESCIA

Anche a Brescia, come in tutte le altre città romane, c'era un tempio.
Era posizionato sulle pendici del colle Cidneo, in posizione sopraelevata, infatti si affacciava sul foro.
Ora lo vediamo meno elevato rispetto al livello delle strade, perché, nel tempo, si è via via costruito sopra i resti delle civiltà precedenti; ed è per questo che i resti della civiltà romana si sono trovati al di sotto del terreno.

Prima della costruzione del vero e proprio Tempio Capitolino, esisteva un altro edificio sacro che risale al secondo secolo a.C., chiamato "Santuario repubblicano". Questo santuario aveva una forma particolare: erano infatti quattro piccoli templi affiancati.

Durante il primo secolo a.c., il santuario repubblicano fu distrutto, e fu sostituito appunto dal Capitolium, destinato al culto di queste tre divinità: Giove, Giunone e Minerva, che sono appunto la triade capitolina.

Il Capitolium è stato costruito in onore della vittoria di Vespasiano nel 69 d.C., e per questo sulla sua facciata c'è un'iscrizione dedicata all'Imperatore Cesare Vespasiano Augusto.

Il Capitolium fu innalzato con il marmo estratto dalle vicine cave Botticino. Tale materiale era molto costoso.

L'accesso al tempio avveniva tramite due rampe di scale. Percorsa la prima rampa di scale, ci si trovava su una terrazza con ai lati dei portici.
Attraverso la seconda rampa di scale invece ci si trovava sotto il timpano con l'iscrizione a Vespasiano, e da qui si accedeva alle tre celle, che erano grandi sale.
I pavimenti avevano disegni geometrici.
Appoggiate alla parete di fondo di ogni cella c'era un alto basamento sul quale era collocata la statua della divinità da venerare.
All'interno del tempio erano anche disposti altari in pietra decorati, utilizzati per i sacrifici.

OGGETTI RITROVATI

Nei pressi del Capitolium sono stati ritrovati diversi bronzi. Probabilmente furono nascosti verso la fine del quarto secolo a.C., ma in realtà sono del primo secolo a.C.. Oggi si trovano nel museo di Santa Giulia.
Non si conosce la collocazione originaria di questi materiali ma si pensa che fossero posizionati in luoghi pubblici della città (Foro, Basilica, Terme, Teatro, Tempio)
In tempi di guerra dovevano essere stati nascosti nel tempio, ed è per questo che sono stati ritrovati lì.

La statua della vittoria alata costituisce il pezzo più significativo tra i materiali rinvenuti presso il Capitolium e uno dei pochi casi di statua in bronzo conservatasi.
Anche questa è conservata ora nel museo di Santa Giulia, ed è il simbolo di Brescia.
La figura femminile è vestita di una tunica fermata sulle spalle e di un mantello che avvolge le gambe.
É realizzata col metodo della fusione a cera e, come i ritratti, è rifinita con strumenti a punta che ne definiscono con precisione i dettagli.
La posizione della figura è con una gamba leggermente sollevata e le braccia avanzate.
La figura della vittoria è spesso rappresentata nell'arte romana, soprattutto su monete e rilievi.

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